5 idee per salvare l’ambiente

 

 

Negli ultimi anni i problemi legati all’ambiente hanno guadagnato il centro dei dibattiti mondiali, mobilitando chiunque a fare la sua parte.

In questa corsa alla salvezza si inseriscono anche imprenditori, architetti e designer, che con il loro lavoro stanno cercando di ridisegnare i progetti in modo che siano più eco sostenibili.

 

La sperimentazione e l’utilizzo di nuovi materiali, come anche il ruolo fondamentale assunto dai rifiuti e dal riciclo, sono solo alcuni dei modi scelti per vincere questa sfida. 

Lo scopo è quello di creare un’economia circolare, dove le materie prime non vengono consumate più del necessario e i rifiuti prodotti vengono ridotti ai minimi.

 

Un grande sforzo, che tocca tutti senza disinzione, ma anche una missione, che coinvolge ogni essere umano. Che noi di Amarzo abbracciamo appieno con la nostra produzione di oggetti di design in vetro riciclato al 100%.

Una chiamata che ha già ottenuto innumerevoli risposte e che produce ogni giorno novità, tra queste abbiamo selezionato quelle che ci hanno incuriosito maggiormente. In questo articolo troverai 5 idee di design sostenibile, progetti originali per aiutare il nostro pianeta.     

 

 

1. I mobili in cartone: ecosostenibili, belli e resistenti

 

Al contrario di quanto si potrebbe pensare i mobili in cartone sono molto resistenti, oltre che essere ecosostenibili e anche molto piacevoli da vedere.

 

Un materiale perfetto per l’arredamento, economico, personalizzabile e per nulla nocivo, a differenza di altri materiali.

I mobili in cartone sono realizzati mediante una tecnica a incastro a vista, dove è possibile vedere i singoli dettagli, evitando anche l’utilizzo di collanti nocivi. 

Un’altra caratteristica che rende il cartone un materiale sostenibile è la facilità con cui può essere trasportato. È leggero e smontabile in sagome da assemblare, non richiede volumi di imballaggio e occupa poco spazio.

 

Per costruire mobili in cartone si può optare per due tipi di cartone corrugato: 

 

  • forma ondulata
  • nido d’ape

 

Oppure si possono utilizzare i tubi di cartone a spirale, ignifughi e realizzati con fibra riciclata.

Dunque con il cartone potete dare una vera e propria sferzata di novità alla vostra casa e cambiare arredamento come e quanto vi piaccia. 

Il cartone non costa un occhio della testa, perché è materiale da riciclo. I cartoni di qualità sono resistenti e reggono anche pesi ingenti. Inoltre il lo si può accostare ad altri materiali per realizzare degli arredi davvero unici, per esempio ripiani di lavoro per cucine o separatori per ambienti, oppure oggetti che adornano con gusto.

 

2. Biopiscine: piscine naturali senza cloro

 

Le biopiscine, o biolaghi, sono bacini d’acqua artificiali, ma che utilizzano sistemi di filtraggio e purificazione dell’acqua interamente naturali, senza cloro o solventi chimici.

 

Si tratta di un processo naturale di depurazione delle acque reflue, che utilizza le piante acquatiche come filtri biologici. Esse riducono le sostanze inquinanti presenti nel corpo idrico, in azione sinergica con i batteri nitrificanti.  

 

In realtà sono molti i metodi usati per purificare l’acqua. Si può farla passare attraverso camere smaltate in titanio, rame e ioni di zinco. Oppure arricchendola con ozono, che riduce la necessità di cloro fino al 90%. La piscina della Casa Bianca usa proprio questo sistema.

Ma uno dei metodi più efficaci ed ecologici è l’utilizzo di piccoli ecosistemi acquatici che filtrano l’acqua dai batteri e la depurano “naturalmente”. Garantendo acqua limpida e pulita per tutto il tempo.

La tecnologia delle biopiscine inoltre è a basso costo. L’installazione e la manutenzione della biopiscina richiedono cifre inferiori rispetto alle vasche tradizionali. 

Hanno un basso impatto ambientale e non fanno ricorso ad alcun trattamento chimico.

Permettono dunque anche un risparmio in termini di costi di prodotti chimici. Per questa ragione sono ovviamente più ecocompatibili e permettono il riciclaggio dell’acqua con un conseguente risparmio idrico. 

 

 

 

3. Recuperare acqua dall’umidità con il bamboo

 

Tramite una struttura di bamboo due ingegneri italiani sono riusciti a creare un sistema di recupero dell’acqua presente nell’umidità.

Ci sono zone del mondo in cui l’acqua rappresenta ancora un bene raro e prezioso, tanto che quotidianamente bambini e madri di famiglia sono costretti a percorrere lunghe distanze per accaparrarsi la quantità giornaliera.

Recuperare acqua potabile è un problema primario per molte popolazioni perché spesso l’acqua disponibile non è potabile, causando così malattie e infezioni, soprattutto nei casi in cui la fonte venga condivisa con il bestiame.

 

Uno di questi posti è l’Etiopia, dove l’emergenza idrica è particolarmente accentuata e dove Arturo Vittori e Andrea Vogler dello studio Architecture and Vision hanno portato la loro creazione. 

Il progetto, denominato Warka Water, è stato realizzato utilizzando solamente bambù, filo di ferro e polietilene. 

I due architetti hanno eretto una struttura capace di assicurare almeno 100 litri di acqua al giorno.

 

 

4. Green building: architettura ecosostenibile ed economica 

 

L’edilizia verde è orientata a un maggiore rispetto dell’ambiente, ma al contempo sempre più tarata sulle esigenze di vivibilità degli abitanti.

L’assoluto rispetto che sta alla base di questa nuova modalità del costruire porta con sé un approccio più cautelativo nei confronti dello sfruttamento delle risorse nella loro interezza. Questo senza tralasciare prospettive di risparmio: fabbricati generati da un ciclo virtuoso sono infatti meno dispendiosi per loro natura, perché comportano un abbattimento degli sprechi, un’ottimizzazione delle attività e un riciclo sempre più marcato di elementi e materiali.

 

5. Mobili viventi fatti di alghe che producono cibo 

 

I designer Jacob Douenias e Ethan Frier sono i protagonisti di un nuovo progetto chiamato Living Thinghs, una linea di arredamento che sfrutta la fotosintesi naturale dell’alga spirulina.

 

L’idea dei designer è quella di sfruttare l’energia prodotta da questi microrganismi assimilando luce, calore e anidride carbonica all’interno di un’abitazione. 

 

Integrando queste alghe con i mobili d’arredamento si possono creare dei mobili ‘viventi’ (da qui il nome della linea), che cambiano colore di continuo seguendo il ritmo di crescita delle piante. 

Facendo essiccare la spirulina si avrà a disposizione un integratore naturale dalle molteplici proprietà, tanto che il prodotto viene comunemente venduto in erboristeria sotto forma di pastiglie. 

 

Un prototipo del progetto è stato esposto al museo d’arte di Pittsburgh, il Mattress Factory. È stata ricreata un’installazione che simula come sarebbe vivere in un soggiorno circondati da coltivazioni di microrganismi.  

 

 

TI è stato utile questo articolo? Faccelo sapere. Anche noi di Amarzo partecipiamo attivamente alla creazione di un’economia sostenibile, vieni a scoprire i nostri prodotti fatti di vetro riciclato al 100% sul nostro sito.

 

 

Articolo a cura di Renato Sarlo

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